Il giornale on-line sul mondo dell'edilizia


Edilcard

Prestazione sanitaria, istituita dalla CNCE, a favore dei lavoratori e dei datori di lavoro del settore delle costruzioni, che prevede – tra l’altro – un rimborso per le spese sanitarie dovute ad infortunio professionale o extraprofessionale o malattia professionale, un indennità forfetaria per ricovero ospedaliero e per grave invalidità a seguito di infortunio professionale e una copertura delle spese per la riabilitazione neuromotoria o per le spese odontoiatriche a seguito di infortunio professionale.



Edilizia

È sotto il nome di edilizia che ricadono tutte quelle opere, lavorazioni e interventi che mirano a realizzare, modificare, riparare o demolire un edificio. Per edilizia si intende un'attività essenzialmente tecnica e di processo produttivo; essa è una componente del processo architettonico e può essere scissa e facilmente distinta da questo. Nel gergo comune, il termine edilizia può assumere significato dispregiativo (es. un fabbricato costruito con forme elementari, privo di ornamenti, giochi di volume o forme che catturino l'attenzione). Tale utilizzo del termine è comunque errato, in quanto ogni edificio ha una sua 'componente edilizia'; alcuni di essi, con particolari caratteristiche qualitative (di composizione, ricerca sui materiali, inserimento urbano etc.) possono rientrare anche nella categoria delle architetture.



Edilizia ecosostenibile

Con essa si intende un ridotto consumo di risorse naturali non rinnovabili nella costruzione e trasformazione dell’habitat (e più in generale nella modificazione antropica dell’ecosistema). E le risorse implicate riguardano sia il manufatto (materiali ed energia), sia il contesto (suolo ed paesaggio). Rispetto alla costruzione dell’architettura, un efficiente utilizzo delle risorse rinnovabili, in sostituzione delle risorse non rinnovabili, si traduce nel limitare gli approvigionamenti dei materiali di origine minerale, sostituendoli ove possibile con quelli di origine vegetale o animale (ovviamente rispettando i limiti della riproduzione naturale) e di fare riferimento a processi produttivi poco esigenti in termini di energia. Con il cumularsi nello spazio e nel tempo degli interventi antropici, risorse inizialmente illimitate come suolo e spazio possono diventare progressivamente sempre più scarse, tanto da richiedere il ripensamento della tecnologia o, addirittura, del modello di sviluppo.



Ediltrophy

Ediltrophy è una gara di arte muraria, organizzata dal Formedil, che premia la qualità del costruire e la competenza di chi lavora. La competizione è organizzata sul modello di una gara sportiva: nel minor tempo possibile alcune squadre, composte da una coppia di muratori, devono realizzare un manufatto “a regola d’arte”, secondo un disegno tecnico – uguale su tutto il territorio nazionale – proposto dal Formedil. Ediltrophy si svolge in due fasi: una prima tornata di selezioni regionali e una finale nazionale. Alla finale nazionale hanno accesso i primi classificati di ogni regione.



Efficienza energetica

La norma UNI CEI EN ISO 50001:2011, che detta i requisiti minimi che un Sistema per la gestione dell'energia deve possedere, definisce come efficienza energetica il "rapporto o altra relazione quantitativa tra i risultati in termini di prestazioni, servizi, beni o energia, e l’immissione di energia". Anche la normativa italiana, con il Decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115 "Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE" dà una definizione simile, definendo l'efficienza come "il rapporto tra i risultati in termini di rendimento, servizi, merci o energia, da intendersi come prestazione fornita, e l'immissione di energia". Particolare importanza ha assunto negli ultimi anni l'efficienza energetica negli edifici.



Enti bilaterali

Enti privati costituiti dalle associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro di una determinata categoria professionale, costituiti liberamente, di solito in attuazione di previsioni del contratto collettivo. Sono paritetici, nel senso che i rappresentanti dei lavoratori e quelli dei datori di lavoro sono in numero eguale tra loro. Esprimono una efficace forma di collaborazione tra capitale e lavoro, indicativa della tendenza al superamento del modello conflittuale. Hanno diversi scopi: mutualizzazione di obblighi retributivi (mensilità aggiuntive, ferie) per lavoratori che cambiano spesso datore di lavoro (nell'edilizia); formazione professionale; sicurezza del lavoro; prestazioni assistenziali. Da qualche anno la legge ha iniziato a promuovere il ruolo degli enti bilaterali, riconoscendogli compiti sul mercato del lavoro, la formazione professionale, l'assistenza della volontà delle parti nella stipulazione dei contratti e nella disposizione dei diritti. Sarebbe opportuno, per fare certezza e ridurre il contenzioso, che il legislatore affidasse agli enti: la certificazione della sicurezza del lavoro, con esclusione di qualsiasi responsabilità per il datore di lavoro onesto che si sottoponga al controllo e si conformi alle prescrizioni dell'ente; la gestione degli ammortizzatori sociali, per un effettivo reinserimento dei beneficiari; l'istruttoria e l'eventuale conciliazione in azienda delle doglianze dei lavoratori su demansionamenti, maltrattamenti, mobbing.



Enti paritetici

Gli Enti paritetici sono organismi di emanazione contrattuale a cui viene affidata l’attuazione di alcuni istituti e norme contrattuali nazionali e territoriali nel campo della prevenzione infortuni, della formazione professionale, degli adempimenti contributivi.

Vengono detti “paritetici” perché al loro funzionamento provvede un comitato di gestione formato in maniera paritaria da rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali e delle corrispettive controparti imprenditoriali.

Gli Enti paritetici più conosciuti sono:

1) Le Casse Edili, diffuse su tutto il territorio nazionale e coordinate dalla CNCE, Commissione Nazionale paritetica per le Casse Edili;

2) I CPT, Comitati Paritetici Territoriali, con il rispettivo organismo di coordinamento nazionale CNCPT, Commissione Nazionale dei Comitati Paritetici Territoriali;

3) Le Scuole di formazione con il rispettivo organismo di coordinamento nazionale FORMEDIL, organizzato in un organismo centrale, il FORMEDIL nazionale, e nelle sue articolazioni regionali, i FORMEDIL regionali.



EQF

L’EQF e un quadro comune europeo di riferimento che collega fra loro i sistemi di qualificazione di paesi diversi, fungendo da dispositivo di traduzione utile a rendere le qualifiche più leggibili e comprensibili tra paesi e sistemi europei differenti. Due sono i suoi principali obiettivi: promuovere la mobilita transfrontaliera dei cittadini e agevolarne l’apprendimento permanente. La Raccomandazione, entrata formalmente in vigore nell’aprile 2008, stabilisce due date limite: il 2010 per rapportare i propri sistemi nazionali di qualificazione all’EQF e il 2012 per introdurre nei singoli certificati di qualifica un riferimento al livello corrispondente dell’EQF. L’EQF collegherà i quadri e i sistemi nazionali di qualificazione di vari paesi basandosi su un riferimento comune europeo: i suoi otto livelli, che prendono in considerazione l’intera gamma di qualifiche previste, da un livello di base (Livello 1, ad esempio uscita dall’istruzione primaria) ai livelli più avanzati (Livello 8, ad esempio i dottorati). In qualità di strumento per la promozione dell’apprendimento permanente, l’EQF include tutti i livelli delle qualifiche acquisite nell’ambito dell’istruzione generale, professionale e accademica nonché della formazione professionale, occupandosi inoltre delle qualifiche acquisite nell’ambito dell’istruzione e della formazione iniziale e continua. Gli otto livelli di riferimento sono descritti in termini di risultati dell’apprendimento.
L’EQF riconosce che i sistemi di istruzione e formazione in Europa differiscono al punto che e necessario spostare l’attenzione sui risultati dell’apprendimento perche sia possibile effettuare raffronti e dare vita a una cooperazione fra paesi e istituzioni diverse. Nell’EQF, il singolo risultato dell’apprendimento viene definito da ciò che un individuo conosce, comprende e sa fare al termine di un processo di apprendimento. L’EQF si concentra pertanto sui risultati dell’apprendimento (piuttosto che sugli input, quali la durata del periodo di studi), che vengono delineati secondo tre categorie: conoscenze, abilita e competenze. Ciò significa che le qualifiche, in combinazioni differenti, si riferiscono a un ampio ventaglio di risultati dell’apprendimento, incluse le conoscenze teoriche, le abilita pratiche e tecniche e le competenze sociali, che prevedono la capacita di lavorare insieme ad altre persone.



EQF - Quadro Europeo delle qualifiche

Il quadro europeo delle qualifiche, in inglese "European Qualifications Framework" (generalmente abbreviato in EQF) è un sistema che permette di confrontare le qualifiche professionali dei cittadini dei paesi europei. Per "qualifica" si intende una certificazione formale rilasciata da un'autorità competente a conclusione di un percorso di formazione come attestazione di aver acquisito delle competenze compatibili agli standard stabiliti dal sistema educativo nazionale. A partire dal 14 febbraio 2008 per ogni qualifica rilasciata in Europa può essere identificato il corrispondente livello di EQF e questo permette di confrontare qualifiche acquisite in diversi paesi. L'EQF adotta un sistema basato sui risultati di apprendimento ottenuti alla fine del percorso di formazione. I risultati di apprendimento sono definiti in termini di Conoscenze, Abilità e Competenze. Il risultato complessivo è un indice, compreso tra 1 ed 8, detto QEQ, che si propone di identificare in modo veloce ed univoco il livello di approfondimento raggiunto in un certo ambito.



Ergonomia

L'ergonomia, secondo la I.E.A. (International Ergonomics Association), è la scienza che si occupa dell'interazione tra gli elementi di un sistema (umani e d'altro tipo) e la funzione per cui vengono progettati (nonché la teoria, i principi, i dati e i metodi che vengono applicati nella progettazione), allo scopo di migliorare la soddisfazione dell'utente e l'insieme delle prestazioni del sistema. In pratica è quella scienza che si occupa dello studio dell'interazione tra individui e tecnologie.
La qualità del rapporto tra l'utente e il mezzo utilizzato è determinata dal livello di ergonomia. Il requisito più importante per determinare questo livello è la sicurezza, seguito dall'adattabilità, l'usabilità, il comfort, la gradevolezza, la comprensibilità. Per valutare la qualità del rapporto tra una persona e la tecnologia utilizzata, gli ergonomi considerano il lavoro (attività) da svolgere e le richieste dell'utente, le attrezzature utilizzate (dimensioni, forma, disposizione), e le informazioni per il loro utilizzo. Un oggetto facilmente usabile e sicuro sarà molto ergonomico, un oggetto di utilizzo ostico che implica grande sforzo cognitivo sarà poco ergonomico.
Postazioni di lavoro ergonomiche forniscono un supporto per gli ambienti ad alta intensità di lavoro. L'ergonomia sul posto di lavoro ha a che fare in gran parte con la sicurezza dei lavoratori, sia a lungo che a breve termine. Postazioni ergonomiche possono contribuire a ridurre i costi, migliorando la sicurezza. Attraverso l'ergonomia, i luoghi di lavoro possono essere progettati in modo che i lavoratori non debbano ricorrere a posture incongrue per il corpo. Il datore di lavoro è tenuto per legge (D. Lgs. 81/2008, Testo unico sulla sicurezza sul lavoro) alla valutazione del rischio per i lavoratori. Per quanto riguarda la movimentazione manuale dei carichi e per i compiti ripetitivi, il testo unico sulla sicurezza parla, nell'allegato XXXIII, delle norme tecniche ISO 11228-1, 11228-2, 11228-3, che rispettivamente indicano come si usano i metodi NIOSH, SNOOK e CIRIELLO ed OCRA. Queste metodologie permettono di verificare la presenza del rischio e quindi di procedere ad una riprogettazione della postazione di lavoro in modo tale da renderla più ergonomica e quindi di ridurre l'eventualità di malattie professionali.



Evasione Fiscale

Nella scienza delle finanze il termine evasione fiscale indica tutti quei metodi volti a ridurre o eliminare il prelievo fiscale da parte dello Stato sul contribuente attraverso la violazione di specifiche norme fiscali da parte di quest'ultimo. Tipicamente avviene attraverso operazioni di vendita effettuate senza emissione di fattura, ricevuta o scontrino fiscale (le cosiddette vendite "in nero") oppure attraverso false dichiarazioni dei redditi con conseguente mancata o errata dichiarazione fiscale e successivo mancato versamento dell'imposta realmente dovuta. Costituisce di fatto un evento deleterio all'interno della politica fiscale attuata dal governo e che contribuisce a far perdere allo Stato una parte non trascurabile delle entrate ad esso dovute e necessarie per coprire la spesa pubblica alimentando così l'eventuale deficit pubblico nel bilancio dello Stato ed il conseguente debito pubblico.



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